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Il meraviglioso linguaggio del lupo e del cane - Wolf on the road

Anche noi parliamo, come voi umani, ma con altri strumenti… in realtà anche con la voce. Vediamone insieme alcuni, chissà che non impariamo tutti a parlarci meglio.

Molti umani si sono appassionati al nostro modo di comunicare, chiedendosi in che modo interagiamo, come stabiliamo i ruoli per esempio in famiglia o nel gioco, se siamo felici in determinate situazioni, quanto questo sia importante per noi e per le persone che vivono con noi e tanti altri aspetti; tant’è che la mia umana ha iniziato con me un entusiasmante percorso per educatori cinofili di cui questo è uno dei cardini fondamentali (se volete più informazioni: ThinkDog), ma: in che modo tutto questo derivi dal linguaggio del nostro ancestrale: il lupo, detto anche cugino dei boschi? 

Ora, è chiaro come il sole che ci sono cani come me che gli sono più vicini per fisico e carattere, di altri; tuttavia la base della comunicazione resta la medesima, anche se con tecniche e adattamenti diversi. Bene, per non farmi prendere da tecnicismi noiosi che solo noi canini possiamo capire, procederei con ordine a spiegarvi noi come parliamo. 

La voce

Partiamo a bomba; chiunque pensi a un lupo, la prima cosa a venirgli in mente è sicuramente l’ululato (e parte a molti di noi, soprattuto se c’è un’ambulanza nei paraggi!). Ebbene, per i lupi è come una sorta di dialetto specifico, con frequenza e modulazione caratteristiche per ogni branco e da qui è passata anche a noi cani, è infatti come sorta di “firma vocale” di ciascuna specie (e vi confido un segreto… è contagioso, come lo sbadiglio!).

Tuttavia, nonostante sia la prima cosa a cui si pensa non è affatto la prima modalità con cui i nostri cugini parlano tra loro e ora vedremo quali sono le altre (che anche noi abbiamo ereditato). 

Invece, la voce in noi domestici… beh, abbiamo visto che ha un sacco di vantaggi emettere vari suoni per interagire con voi bipedi, così abbiamo una vasta gamma di espressioni vocali che ci aiutano a richiamare la vostra attenzione! Certo, il loro uso dipende sempre da chi siamo, io chiacchiero sicuramente meno del mio vicino maltesino e sì, spesso alcuni di noi ne abusano, ma se non ci resta altro per farvi vedere qualcosa di interessante o farci ascoltare su un argomento, a mali estremi estremi rimedi. Noi cani possiamo abbaiare, ululare, uggiolare, possiamo emettere bassi ringhi minacciosi o pigolare dolcemente. Ne abbiamo di variazioni e c’è chi è più chiacchierone e chi meno, un po’ come voi! 

Il linguaggio del corpo e dello spazio

Qui la questione si fa interessante, iniziamo a parlare di linguaggio non verbale in cui noi (lupi e cani) siamo delle bombe pazzesche, in realtà non siete male neanche voi, ma è come se non lo consideriate davvero importante e non foste in grado di vederlo anche in noi. 

Se solo vi faceste caso, abbiamo un botto di cose in comune!!! Vi faccio un paio di esempi prima di continuare: immaginate di essere fermi, soprappensiero, a guardare un bellissimo tramonto e improvvisamente qualcuno che non conoscete vi corre incontro, rigido e tronfio, sguardo alto, spalle aperte e si ferma a 20 cm dal vostro naso. Come vi sentireste? Un po’ a disagio? Un po’ intimoriti? Paurosi? Non sentireste il vostro corpo accartocciarsi in protezione o irrigidirsi pronto a difendersi? Il vostro sguardo non sarebbe preoccupato? Il vostro cuore non inizierebbe a battere un po’ veloce? 

E se qualcuno, passandovi accanto, vi offendesse profondamente, non vi arrabbiereste? Non aprireste la bocca per urlargli contro? Non irrigidireste il corpo, gonfiando il petto e facendovi più grossi? 

Noi abbiamo solo più denti, ma il concetto è lo stesso. Qui si parla di posture, espressioni facciali e prossemica (uso dello spazio per comunicare). È come imparare una nuova lingua, forse più complessa dell’inglese, ma non impossibile. Sapete cosa vi può aiutare? Una buona osservazione e, fidatevi del vostro istinto, molte informazioni le avete già di vostro! 

Le  posture

Vedo spesso i miei umani che cambiano i pesi del corpo avanti e indietro quando parlano, abbassano e alzano le spalle, tendono i muscoli o li rilassano… e mi son detto “va che bravi, ci imitano proprio bene”. Eh sì, è una cosa che facciamo anche noi… io per esempio, so che non tutti lo apprezzano, ma quando vedo un potenziale amico, anche a metri e metri di distanza, mi immobilizzo a guardarlo, altri più esperti di me arrivano con più calma, con la schiena più rilassata, senza sembrare degli “asfaltatori” come mi chiama la mia umana. 

La prossemica

Un parolone così per dire una roba di una facilità pazzesca!!! Come vi piace complicarvi le cose… Più ti avvicini e più devo sapere chi sei e se sei mio amico, ecco tutto. Mi spiego meglio per chi non è proprio un canino navigato: se sei tanto distante, okay, so che ci sei, ma va bene così; se ti avvicini ancora un po’ già mi incuriosisci; un altro po’ e direi che qui proprio vorrei conoscerti (o devo, certe volte non posso proprio farne a meno) e poi… un altro passo e siamo muso a muso. Ora, io sono uno bello espansivo, ma non tutti apprezzano e bisogna starci attenti, c’è chi preferisce conoscersi per tanto tempo da lontani, chi proprio non ha voglia di fare nuove amicizie e chi magari è meglio non conoscere del tutto, soprattutto se ci sono i guinzagli in mezzo! 

Immaginate voi di essere uno che sta bene per i fatti suoi e incrociare un tizio per strada che vuole per forza stare appiccicato a voi (solitamente sono io questo individuo, ma sto cercando di lavorarci su) e vi abbraccia all’improvviso senza andarsene… chissà cosa pensereste! 

La mimica facciale

Si può in pratica dire che i lupi (e anche noi, chi più chi meno) “parlano” tra loro “facendosi le facce”. Molte ricerche sostengono quello che ho appena detto e sembra che a contare davvero non siano i suoni o gli odori, ma le espressioni facciali.

È opinione dei ricercatori che queste capacità comunicative abbiano aiutato il cugino a stabilire quei contatti con i cacciatori-raccoglitori preistorici che, dopo un lungo viaggio evolutivo, hanno portato a noi, cani domestici. 

Una fra tutte, tal dottoressa Hobkirk (Università di Durham) ha studiato le espressioni che i lupi usano per comunicare all’interno dei loro branchi, allo scopo di identificarle e collegarle ai vari stati emotivi (DogFACSDog Facial Action Coding System, “Sistema di codifica dei movimenti facciali canini”), e le ha confrontate con le espressioni facciali dei cani per appurare se noi usiamo lo stesso genere di segnali di nostro cugino e ci siamo, non sempre, non identiche, ma molte le abbiamo anche noi!

In 30mila anni di coesistenza con voi bipedi, noi cani ci siamo differenziati parecchi dal nostro super cugino dei boschi, e per molti di noi (io un po’ meno perchè ci assomiglio parecchio) hanno perso parte di questa espressività, soprattutto chi ha il muso schiacciato, è senza coda, ha un solo colore o delle orecchie lunghissime; tuttavia non temete, ci facciamo capire benissimo con altri mezzi; come chi non conosce una lingua, ma si fa capire a gesti! Solo che anche voi dovrete diventare ancora più bravi a intuire cos’altro sta usando per parlare con voi! 

Vi lancio una sfida! Vediamo insieme alcuni tra i più facili stati d’animo che potreste intuire (non credete che siamo tanto simili a voi umani, provate a imitare queste espressioni e vedrete che indovinerete di che si tratta!)

Ovviamente questo è un piccolo assaggio, ma la sfida vera è vedere se siete in grado di imparare a leggerci, io credo di sì… fatemi sapere se ci riuscite!!! (Le soluzione ve le riveliamo nelle stories di Fb o IG di questi giorni!)